Berlino e la Guerra Fredda: Marienfelde

Berlino cosa vedere

Erinnerungsstätte Notaufnahmelager di Marienfelde

I LUOGHI DELLA MEMORIA E LA GUERRA FREDDA A BERLINO

Le strade di Berlino sono cariche di testimonianze di periodi cruciali che hanno coinvolto il mondo, uno di questi è la guerra fredda e il Muro. Spesso mi sono chiesta che fine facevano i milioni di persone che dagli anni ’50 al 1989 scappavano dalla DDR e andavano a Berlino ovest. Per questo ho deciso di visitare il Erinnerungsstätte Notaufnahmelager nel quartiere di Marienfelde, a Schöneberg.

Molti mi contattano per chiedermi cosa si può vedere a Berlino in tre o quattro giorni e la mia risposta non è Pergamon Museum, a meno che non si tratti di archeologi o di appassionati delle antiche civiltà.
So che può spiazzare, ma uscire dal concetto tradizionale sul come si deve visitare una città può solo portare a fare esperienze davvero uniche e a scoprire davvero la città.

DALLA DDR ALLA GERMANIA OVEST: IL CENTRO ACCOGLIENZA A MARIENFELDE

Questo luogo della memoria è stato uno dei più grandi centri di accoglimento per i cittadini che abbandonavano la DDR per andare nella Germania dell’Ovest (BRD). Oggi si può visitare gratuitamente, e se si vuole una audioguida basta pagare 2,50 euro.
Un’esposizione esaustiva che mi ha fatto scoprire tante cose che non sapevo. Ci sono stati due periodi in cui la „fuga“ dalla DDR ha avuto un picco: nei primi anni ’50 e nel 1989, mentre il calo c’è stato con la costruzione del Muro di Berlino.
Nelle prime stanze del Notaufnahmelager viene raccontato l’iter che i rifugiati dovevano fare prima di ricevere il permesso di trasferirsi in qualche città della Germania dell’Ovest.
Si iniziava con una visita medica. Superata la visita si passava alla stazione degli alleati (americani, francesi e inglesi), i rifugiati erano sottoposti a domande fatte per scoprire se erano infiltrati o spie.
Superato anche questo esame, si andava alla stazione 3 in cui veniva deciso a quale commissariato il rifugiato dovesse fare capo. Finito? Non Ancora. La stazione 4 si occupava di suddividere i rifugiati nel centro, di fornire vestiario e buoni per fare la spesa.
Da qui si passava alla polizia per registrarsi. La stazione 6 era gestita del Ministero degli Interni, qui i rifugiati dovevano compilare la domanda per potere risiedere nella Germania dell’Ovest. Fatta la domanda, si passava alla stazione 7 per altre domande di controllo sulle attività politiche e professionali svolte nella DDR.
Le stazioni 8  e 9 erano quelle predisposte per le persone a cui veniva rifiutata la domanda di residenza nella BRD. Non venivano rispediti indietro, ma erano costretti a vivere da „illegali“ nella Germania dell’Ovest.
 
Per chi aveva superato positivamente tutte le verifiche precedenti, si apriva l’ennesima stazione, la 10! E qui c’era un altro controllo, il rifugiato doveva ripetere nuovamente le ragioni della fuga e rispondere a domande su domande. Superata la prova si passava alla stazione 11, l’ultima! Qui si decideva in quale sarebbe stata la città in cui il rifugiato si poteva trasferire. Decisione presa tenendo conto del numero di abitanti in ogni Länder, possibilità di lavoro e così via. 
Un’altra cosa che mi ha interessato particolarmente è come venivano visti i rifugiati dalla DDR ma anche dalla BRD.
 

„Come un ladro nella notte. Cosi‘ egli lascia la sua casa natale, la Repubblica democratica tedesca“

Il poster parla chiaro: chi lasciava la DDR veniva considerato dal regime un traditore. Veniva rappresentato come un ladro che scappava dopo avere usufruito della formazione professionale  e universitaria, che nella DDR erano gratuite. 

E nella BRD? Sinceri: quanti di voi hanno dato per scontato che nella Germania dell’Ovest stavano tutti a braccia aperte ad accogliere quelli che scappavano dalla DDR? Ancora prima di pensare di lasciare la DDR, le autorità della BRD mandavano a ripetizione un messaggio attraverso la radio diretto ai cittadini dell’Est: „Venite solo se vi trovate in estrema emergenza!“.
 
Queste sono solo alcune delle cose che si possono apprendere visitando l‘Erinnerungsstätte Notaufnahmelager di Marienfelde. Se vi interessate della storia del periodo della Guerra Fredda che, del resto, ha avuto la sua scacchiera proprio a Berlino, una visita in questo luogo della memoria vale davvero la pena ed allo stesso tempo vedrete un quartiere di Berlino che non sia Mitte.
 
Erinnerungsstätte Notaufnahmelager di Marienfelde
Marienfelder Allee 66  12277 Berlino
 
Orari di apertura:
dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18

2 Gedanken zu “Berlino e la Guerra Fredda: Marienfelde

Schreibe einen Kommentar

Deine E-Mail-Adresse wird nicht veröffentlicht. Erforderliche Felder sind mit * markiert.