Le attrazioni fantasma di Berlino: Spreepark

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Berliner Spreepark

SPREEPARK, IL PARCO FANTASMA DI BERLINO

Berlino ha molto da offrire per chi ama esplorare aree ed edifici insoliti, tanto che si è sviluppato una sorta di turismo dei luoghi fantasma. Negli ultimi anni lo Spreepark, ovvero il parco dei divertimenti della DDR, è a pieno titolo una della attrazioni della città. Il nome originale è Kulturpark Plänterwald ed è ormai un relitto d’epoca chiuso da circa dieci anni.

Un cimitero con i resti di un ottovolante, strutture tipiche dei parchi di divertimento e la famosa ruota panoramica che fa da ornamento ad uno dei più bei parchi di Berlino: Treptower Park.
Cosa è accaduto a questa struttura? Perché non è più in funzione?
 

La vecchia entrata del Kulturpark Plänterwald

Se chiedete in giro, vi verrà raccontata una storia a riguardo che sembra uscita da un film ed è stata talmente ripetuta da tutti i media che è diventata l’unica versione ammessa: il Kulturpark era gestito da una famiglia di giostrai, il capofamiglia fuggì in Perù con 30 milioni di euro in contanti e con tanto di alcune giostre.

In seguito, tanto per continuare sulla linea dello spettacolare, venne coinvolto in un traffico di droga. Ovviamente una storia così fa più effetto, seppur assurda se ci si riflette, in particolar modo sulla fuga senza che nessuna dogana ci facesse caso.
 

L’EX PARCO DIVERTIMENTI DELLA DDR

La storia, invece, è meno spettacolare e si rivela essere una di quelle tipiche della „Riunificazione tedesca“. Il Kulturpark Plänterwald, essendo parte del patrimonio della non più esistente DDR, ha fatto la fine di molte altre strutture appartenenti a quello stato.
Nell’ottobre del 1969 per i 20 anni della nascita della DDR viene inaugurato il „VEB Kulturpark Berlin“, un parco di circa 60 ettari di cui 18 utilizzati per il parco divertimenti. Un successo di visitatori che si aggirava a circa 1,5 milioni all’anno, da considerare che era anche l’unico parco divertimenti nel territorio della DDR. Dopo la caduta del Muro le presenze scendono a circa 500mila.
Il parco riapre all’inizio degli Anni ’90 riuscendo, pur con un’area ridotta rispetto al passato, a raccogliere quasi 2 milioni di presenze l’anno e, quindi, ad essere in attivo.
I problemi arrivano dal Senato di Berlino che prima pone la condizione che il parco divertimenti può continuare ad esistere, ma deve seguire il  modello occidentale. Non so voi, ma io non ho idea di cosa si tratti!
In seguito tutta l’area del Plänterwald, il quartiere circondato dall’omonimo bosco nel distretto di Treptow-Köpenick, viene messa sotto tutela paesaggistica con la conseguenza che gli ettari del parco di divertimenti si riducono ulteriormente e non è più possibile costruire i parcheggi necessari. Il risultato è che diventa impossibile creare le infrastrutture necessarie all’attività del parco.
 
Dal 2001 il parco chiude e diventa un luogo fantasma cosparso qua e là dei relitti di un passato non molto remoto di giostre in funzione, folle di bambini e famiglie nei weekend, colori e buon umore. In questi anni il parco è stata la location di film e video e di eventi di diverso tipo, dai concerti ai party techno.
Oggi è possibile visitare il Kulturpark partecipando ad una delle visite guidate (solo in tedesco) organizzate nei fine settimana. Oppure con soli 3 euro si sale sul vecchio trenino che fa un giro di 15 minuti per il parco.
Oppure si può semplicemente passare un pomeriggio seduti al chioschetto gestito dalla figlia della ex proprietaria, circondati da tante testimonianze del parco divertimenti prima della DDR sotto il nome Kulturpark Plänterwald e poi dopo la Riunificazione con il nome Spreepark (che suona più occidentale!).

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