I luoghi fantasma di Berlino raccontano la Storia

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BERLINO E I SUOI SITI FANTASMA

Avventurandosi nella parte est della città, e più precisamente nel quartiere di Alt-Hohenschönhausen, ci si imbatte in due luoghi che ci riportano agli anni della DDR. Uno di questi in particolare racconta un pezzo di storia della Germania divisa e fino ad oggi rimasta un po‘ in ombra: quella dei Vertragsarbeiter (letteralmente lavoratori a contratto).

LO SPORTFORUM BERLIN DURANTE LA DDR

Lungo la via Weissenseerweg si trova lo Sportforum Berlin, uno dei più grandi impianti sportivi della città e che è stato costruito negli anni ’50. Il nome, fino al 1991, era SC Dynamo Berlin. Di questo complesso fanno parte anche uno Sporthotel e il Kongresszentrum. Costruito all’inizio degli anni ’50, immagino dovesse rappresentare esteticamente la modernità e il funzionalismo architettonico del giovane stato socialista.

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Oggi è un fantasma, chiuso da più di 10 anni ed in balia di società immobiliari che investono e che poi risultano insolventi, di progetti che non vanno in porto e di proposte dell’orrore come quella di trasformare una struttura così particolare in un supermercato…Comunque, per ora, resta chiuso.

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La fortuna è stata una piccola finestra, e così abbiamo potuto fare una visita in un „museo spontaneo“: sale per congressi, quella lounge con piste da bowling socialista (le bocce erano senza i fori per le dita), cucina e altri spazi meno definiti. All’esterno, lampioni dell’epoca e la strada asfaltata a blocchi, altro segnale della vecchia Berlino Est

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LE CASE ABBANDONATE DI GEHRENSEESTRASSE

Proseguiamo fino a raggiungere Gehrenseestrasse, una parte desolante del quartiere, e proprio qui sorge una sorta di agglomerato urbano composto da nove Plattenbauten (i palazzoni prefabbricati simbolo dell‘architettura della DDR dagli anni ’60 in poi) per un totale di circa 1000 appartamenti, circondati da un recinto. All’entrata c’è ancora una guardiola che immagino esistesse per controllare le persone che entravano in questo „quasi villaggio“.

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Tutto abbandonato e in rovina. La domanda viene spontanea: ma cosa è e chi ci viveva in questi palazzi?

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Si tratta di uno dei più grandi complessi abitativi della Germania Est creati per i Vertragsarbeiter durante il periodo della DDR. Dopo la costruzione del Muro, sia a Ovest che a Est venne a mancare forza lavoro, prima lavoratori dell’Est potevano ancora andare a Ovest e viceversa.

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Ognuna delle due Germanie firmò contratti di reclutamento di lavoratori con altri Paesi; il principio era lo stesso, su queste cose la differenza era quasi nulla fra i due sistemi: portare persone da altri Paesi per impiegarle nelle  industrie tedesche, con la condizione che una volta scaduto il contratto facessero ritorno nei propri paesi di origine. Integrazione non era all’epoca una parola di moda e anzi, non era né gradita né prevista, visto che si trattava di soggiorni temporanei.

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I GASTARBEITER NELLA GERMANIA EST E NELLA GERMANIA OVEST

Ad Est i primi ad arrivare furono i polacchi, e poi dagli anni ’70 anche lavoratori da Cuba, dall‘Angola, dal Mozambico e dal 1980 quelli dal Vietnam, che sono poi la comunità più numerosa fino ad oggi.

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Ai Vertragsarbeiter non era permesso di portare le famiglie, le donne che erano incinta avevano due possibilità: abortire (nella DDR l’aborto era legale) oppure essere rimpatriate, eccezion fatta per le africane che venivano rispedite comunque indietro, perché nei loro paesi di origine l’aborto non era legale per via del cattolicesimo.

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Il contatto con la popolazione tedesca non era gradito, e questo spiega perché i Vertragsarbeiter potevano soggiornare solo in questi centri periferici, un bus li portava al lavoro e poi a casa. Nel contratto veniva anche stabilito che i lavoratori potevano ricevere corsi di formazione professionale che poi avrebbero utilizzato una volta tornati in patria. I contratti duravano 5 anni, poi si doveva ritornare e se si voleva, si poteva firmare un nuovo contratto e tornare in Germania.

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Dopo la caduta del Muro e fino al 1990 vivevano in edifici come questo ancora 90 mila Vertragsarbeiter in tutta la Germania dell’Est; dal momento in cui la DDR cessò di esistere, i contratti di lavoro furono annullati e la nuova Germania unita offrì a queste persone 3000 marchi ciascuno e viaggio di ritorno gratis come indennizzo. Un’offerta che in molti accettarono viste le condizioni di povertà in cui si trovarono avendo perso il lavoro, mentre altri restarono perché poterono dimostrare di potersi mantenere economicamente.

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Solo nel 1997 fu riconosciuto a queste persone il diritto di residenza (così come già da molto tempo era stato riconosciuto ai Gastarbeiter della Germania dell’Ovest).

Ogni Plattenbau è internamente strutturato allo stesso modo: su ogni piano ci sono stanze di circa 5 mq in cui vivevano anche 3 persone, due bagni per più persone, un po‘ stile caserma. Ogni palazzo ha all’entrata una portineria. La vita di queste persone si svolgeva in azienda, ma anche all’interno di questi palazzi c’erano alcune strutture per il tempo libero e la socializzazione. Un bar con una sala in cui ancora sono presenti elementi decorativi, specchi e stanze che probabilmente sono i resti di quella che doveva essere la cucina.

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Questo raccontano gli edifici in rovina in un’area fantasma dentro la città. Visita consigliata per chi è interessato a questi fatti e periodi storici non molto lontani e per chi vuole vedere Berlino in modo un po‘ trasversale rispetto all’usuale.

Photos credit: mina http://razzledazzledose.aminus3.com

Sul tema Plattenbauten:

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Programma edilizio della DDR

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Da visitare:

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