Le donne nella Resistenza tedesca

Gedenkstätte Deutscher Widerstand

Gedenkstätte Deutscher Widerstand

LE DONNE PROTAGONISTE DELLA RESISTENZA TEDESCA

Come titolo, forse, per noi italiani suona strano, perché ci hanno da sempre insegnato che in Germania non ci fu una reale Resistenza al nazismo. Andando però a visitare il museo del Gedenkstätte Deutscher Widerstand, si potrà imparare molto su quel periodo storico che ha segnato la storia mondiale e capire cosa stava accadendo in Germania. Ci sono stati molti gruppi di resistenza al regime nazista. In questo articolo ho voluto mettere in evidenza le donne che hanno agito attivamente nella resistenza tedesca. In Germania ci sono stati molti di gruppi di differente provenienza politica, sociale, culturale che si opposero al nazismo sin da prima dell’ascesa al potere di Hitler. La maggior parte delle persone erano attivisti politici, intellettuali, appartenenti ai vari movimenti dei lavoratori. Quando Hitler andò al potere vennero sistematicamente „annientati“, perseguitati, costretti all’esilio o uccisi.

Gedenkstätte Deutscher Widerstand

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IL MEMORIALE DELLA RESISTENZA TEDESCA A BERLINO

Molti esiliati continuarono la lotta contro il nazismo anche semplicemente documentando ciò che stava accadendo in Germania. A Berlino ci sono molti siti che raccontano questo periodo storico e uno di questi è il Gedenkstätte Deutscher Wiederstand (Memoriale della resistenza tedesca), fondazione che gestisce altri tre memoriali: Gedenkstätte Plötzensee, Museum Blindenwerkstatt Otto Weidt e Gedenkstätte Stille Helden.

Gedenkstätte Deutscher Widerstand

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Il Gedenkstätte Deutscher Wiederstand si trova nella zona in cui sono situate quasi tutte le ambasciate nel quartiere di Mitte. La documentazione è vasta e ben dettagliata. Le donne erano parte importante e attiva nell’azione contro il nazismo.

IL RUOLO DELLE DONNE NELLA LOTTA AL NAZISMO

Ne ho selezionate solo alcune, e le loro brevi biografie danno comunque un’idea di cosa è stata la Resistenza durante il nazismo, che tipo di resistenza e del contesto storico. Non ho inserito Sophie Scholl che grazie al film „La Rosa Bianca – Sophie Scholl“ uscito nel 2005 è conosciuta ora anche in Italia; nel Gedenkstätte c’è un’intera sezione dedicata a lei e al gruppo „Weiße Rose“.

Gedenkstätte Deutscher Widerstand

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Irma Goetze era membro dell’organizzazione anarco-sindacalista „Freien Arbeiter Union Deutschlands“ (FAUD – „Unione tedesca dei lavoratori liberi“) e attiva anche in un gruppo di giovani oppositori, „Leipziger Meute“. Agiva anche come corriere. Nel 1936 prese parte alla guerra civile in Spagna e a Barcellona si dedicò al lavoro politico per conto degli anarco-sindacalisti tedeschi. Nel 1937 fu arrestata dalla polizia segreta sovietica e portata in un carcere femminile. Nel 1939 emigrò in Francia, ma un anno dopo venne arrestata come „straniera nemica“ e consegnata alla Gestapo. Condannata all’ergastolo, dopo due anni di carcere fu deportata nel campo di concentramento di Ravensbrück dove incontrò sua madre. Entrambe sono sopravvissute.

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Hilde Meisel, già all’età di 15 anni scriveva per il giornale del „Interanationalen Sozialistischen Kampfbundes“. Nel 1933 viveva a Londra dove cercò di prendere contatti con altri oppositori al nazionalsocialismo e, con documenti falsi, andò più volte in Germania per trasmettere informazioni. Nel 1945 venne uccisa da una pattuglia tedesca al confine con la Svizzera.

Dora Schaul (Schaul è il cognome del secondo marito che sposò nel 1941) emigrò ad Amsterdam nel 1933 e, attraverso Alfred Benjamin (che poi sposerà), si iscrisse al Partito Comunista. Nel 1934 andarono in esilio in Francia. Fino a prima dell’inizio della guerra, Dora Davidsohn non era in possesso di un documento d’identità valido, e per questo motivo fu arrestata. Riuscì a fuggire dal carcere nel 1942 e a prendere contatti con il Partito a Lione. Usando documenti falsi iniziò a lavorare per l‚ufficio di servizi tedesco ed in questo modo poteva impossessarsi di informazioni importatnti e ad inoltrarle ai vari gruppi della resistenza. Tornò in Germania dopo il 1946.

Gedenkstätte Deutscher Widerstand

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Erika Mann era la figlia maggiore di Thomas Mann. Quando i nazisti salirono al potere, Erika Mann fuggì in Svizzera e insieme a Therese Giehse creò il cabaret politico-letterario „Die Pfeffermühle“ che ebbe successo anche all’estero. Nel 1936 emigrò negli Stati Uniti iniziando a scrivere articoli sulla situazione in Germania e occupandosi del supporto agli esiliati tedeschi in USA. Lavorò in seguito come corrispondente di guerra per la BBC inglese e per diversi giornali americani. Finita la guerra tornò in Germania in qualità di corrispondente al processo di Norimberga. Nel 1952 si trasferì definitivamente in Svizzera dopo che le autorità americane non le concessero il visto perché sospettata di essere comunista.

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Anna Seghers entrò nel KPD (partito comunista tedesco) alla fine degli anni ’20 e fu una delle fondatrici della Federazione degli scrittori proletari rivoluzionari. Dopo l’arresto, nel 1933, fuggi‘ in Francia dove scrisse romanzi sugli esiliati e gli oppositori al nazionalsocialismo. Nel 1940 fu costretta a lasciare la Francia ed emigrò in Messico, dove pubblico il libro „Das siebte Kreuz“ (La settima croce). Questo romanzo diventò molto famoso nella DDR come capolavoro realsocialista; Anna Seghers diventò presidentessa dell’unione degli scrittori della DDR dal 1958 al 1972. Nel 1944 „Das siebte Kreuz“ diventò anche un film ad opera del regista austriaco (emigrato negli Stati Uniti) Fred Zinnemann. „The seventh cross“.

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Gertrud Baer, negli anni ’20 fu un’attivista dell’organizzazione pacifista internazionale „Frauenliga für Frieden und Freiheit“ (Lega delle donne per la pace e la libertà), si occupò in particolare di antimilitarismo e dei diritti delle donne. Fino al 1933 l’organizzazione poté riunirsi regolarmente, in seguito la maggior parte delle 5000 iscritte vennero perseguitate dai nazisti o costrette all’esilio. Gertrud Baer emigrò a Ginevra dove continuò a fare attività di informazione sulla situazione in Germania per conto della Frauenliga für Frieden und Freiheit americana fino al 1981, anno della sua morte.

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Ursula Goetze entrò nella federazione dei giovani comunisti durante il liceo, e per questo motivo nel 1933 venne arrestata. Continuò ad avere contatti con gruppi comunisti e ad occuparsi dei persaguitati per ragioni razziali e politiche. Nel 1942 venne arrestata mentre faceva attacchinaggio e condannata a morte, l’esecuzione avvenne a Plötzensee.

Gedenkestätte Deutscher Widerstand, Stauffenbergstraße 13 – 14

Orari di apertura:
dal lunedi al mercoledi dalle 9 alle 18
venerdi‘ dalle 9 alle 20
sabato, domenica e giorni festivi dalle 10 alle 18
Entrata libera
Per maggiori informazioni: sito

Photo credit: Gedenkstätte Deutscher Widerstand

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