Berlino e gli effetti imbarazzanti nei media

BERLINO VISTA DAI MEDIA ITALIANI

Tutti parlano di Berlino, a volte un po‘ a caso creando degli effetti imbarazzanti. Imbarazzanti per i luoghi comuni e le informazioni errate.

Si parla molto di Berlino, in particolare da quando è diventata una delle mete turistiche più amate e anche una delle città più gettonate da chi decide di trasferirsi. Ci sono tantissimi siti e blog che raccontano di questa metropoli così particolare e vivace. La televisione non manca all’appello, e ieri è andato in onda un programma proprio su Berlino sul canale La7. Il programma si chiama Effetti Personali.

La curiosità mi ha spinto a guardare il reportage, attratta anche dal fatto che si parla proprio delle zone di Berlino che conosco molto bene, perché ci vivo da quasi 10 anni.

BERLINO, NON SOLO GLAMOUR

Il reportage puntava a mostrare la parte più creativa, originale ed alternativa della città. Belle immagini. Ma mi chiedo perché, in questi lavori, non si dia più cura al contenuto e alla veridicità delle informazioni che vengono date. Sembra che, in questo caso, Berlino abbia dovuto soccombere all’immagine glamour, quasi da copertina patinata, di una città che non è esattamente questo.

Iniziamo da errori a dir poco imbarazzanti:

 East Side Gallery: la conduttrice del programma afferma che dopo la caduta del Muro, giovani artisti hanno realizzato delle opere dipingendo sul lato ovest del Muro. Ora, a parte il fatto che già il nome East Side (parte est) Gallery indica che si tratta del lato del Muro che da su Berlino Est, viene da pensare che chi ha realizzato il programma non sappia evidentemente dove sia Berlino Ovest e dove Berlino Est.

– Irene Grandi, che ci racconta della Berlino alternativa, definisce i locali che ha visto 20 anni fa: centri (immagino nel senso di centri sociali). Peccato che a Berlino non ci sono i centri sociali. Si riferisce probabilmente alle tantissime case che furono occupate a Berlino Est dopo la caduta del Muro; interi edifici furono occupati per abitarci e sperimentare degli stili di vita diversi da quelli tradizionali. Oltre alla parte abitativa di solito ci sono locali per attività di vario genere; famose sono le cantine trasformate in discoteche e posti per concerti.

 – Quando la giovane guida mostra la casa in cui è nata la famosa attrice Marlene Dietrich, anche in questo caso non fornisce una corretta informazione: Marlene Dietrich non andò ad Hollywood per fuggire dalla Germania nazionalsocialista. In realtà ci andò semplicemente per motivi lavorativi. Una volta stabilitasi negli Stati Uniti, diede degli spettacoli per i soldati americani che dovevano partire per combattere contro la Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Per questo motivo Marlene Dietrich fu considerata dai tedeschi una traditrice e persona non deiderata in patria. La pace con Marlene Dietrich è stata fatta post mortem, quando le è stata dedicata la piazza a Potsdamer Platz.

– In seguito si sente un’altra guida che, davanti all‘aeroporto di Tempelhof ora trasformato in uno dei parchi più amati dai berlinesi, ci dice che era stato costruito da Hitler. Che dire? L’aeroporto fu costruito nel 1923, quindi prima della presa del potere da parte di Hitler nel 1933!

 Schöneberg è il quartiere gay tradizionale mentre la scena gay e lesbica (queer) più alternativa e creativa si trova a Kreuzberg e Neukölln. Lo SchwulesMuseum si trova a Kreuzberg, mentre dal filmato potrebbe sembrare che si trovi a Schöneberg!

– L’ultimo appunto che vorrei fare è sui consigli per lo shopping e su dove andare a mangiare: i locali e i negozi mostrati sono cari per quello che è la media dei prezzi berlinesi, eppure Berlino è conosciuta per essere una città molto economica! Bisogna davvero andarli a cercare locali in cui ci vogliono 25 euro o addirittura 50 euro per mangiare, i residenti si muovono altrove.

Ein Gedanke zu “Berlino e gli effetti imbarazzanti nei media

  1. Ho visto la trasmissione, la conduttrice veramente imbarazzante, la grandi che dire, me pare la qualunque. Le immagini della città ovvio, la parte più bella.

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