Alexanderplatz, auf wiedersehen!

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ALEXANDERPLATZ, IL „CENTRO“ DI BERLINO

Più evergreen di Alexanderplatz non ce n’è! Ai tempi della DDR era il centro di Berlino Est, anche se geograficamente non si trovava al centro. Oggi, a più di 20 anni dalla caduta del Muro, Alexanderplatz resta il centro di Berlino: è ancora il punto di incontro più amato, oltre che il centro dello shopping.Fortunatamente Alexanderplatz non ha perso la sua struttura e gli edifici dell’epoca della DDR resistono. Sfortunatamente, però, se ne sono aggiunti di nuovi: sono centri commerciali di vario genere, come l‘orrore architettonico rosa Alexa.

Non dimentichiamoci che Berlino è la mecca dei centri commerciali (un bel primato!) in Germania, ce ne sono circa 60 e nel prossimo futuro aumenteranno ancora. Se siete in vena di shopping, consiglio sempre di orientarsi sui piccoli negozi sparsi in ogni quartiere della città, perché è lì che si trovano le cose particolari, diverse e uniche, oppure solo per il gusto di respirare un po‘ di atmosfera berlinese!

Alexanderplatz

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UNA PIAZZA IN ONORE DELLO ZAR ALEXANDER I

Intanto non può mancare la prima curiosità: perché questa piazza si chiama così?

Alexanderplatz prende questo nome nel 1805 in onore dello zar russo Alexander I che venne in visita a Berlino. A vederla ora, Alexanderplatz è difficile immaginarla come una piazza popolata da pescivendoli e contadini che vendevano i loro prodotti o chiusa dalle barricate costruite dai rivoluzionari nel 1848 durante la Märzrevolution.

Alexanderplatz

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Eppure così era, mentre quella che vediamo oggi risale a tempi più recenti. All’inizio del 1930 furono completati i due edifici progettati dall’architetto Peter Behrens: Berolinahaus e Alexanderhaus.

A causa dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, la piazza e i suoi edifici vennero gravemente danneggiati. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il Quinto Congresso del Partito Unico Tedesco, nel 1959, aveva preso la decisione di costruire il tratto di unione fra il boulevard socialista Karl-Marx-Allee e Alexanderplatz.

Per intenderci, è il tratto di viale in cui si trovano Kino International, Cafè Moskau, Filmtheater Kosmos. Nel 1964 fu bandito un concorso per la presentazione di piani per la riprogettazione di Alexanderplatz.

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Gli unici due edifici antecedenti alla Seconda Guerra Mondiale che vennero ricostruiti furono proprio Berolinahaus e Alexanderhaus.

ALEXANDERPLATZ, IL CENTRO DI TUTTA LA DDR

La nuova Alexanderplatz doveva dare un’immagine moderna del socialismo con edifici funzionali preposti alle attività culturali, sociali e di consumo, il centro di incontro di tutta la DDR. Anche la rete di trasporto pubblico fu ricostruita adattandola al concetto di moderno, per cui i tram sparirono dalla piazza perché considerati obsoleti negli anni ’70 (per poi ritornare gloriosamente nel 1998).

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Fu costruito anche un tunnel per il traffico automobilistico che passa sotto la piazza. Passo ad una breve sfilata di bellezza (sì, adoro gli edifici di Alexanderplatz): Galeria Kaufhof, durante la DDR, si chiamava Centrum-Warenhaus ed era il centro commerciale più grande dello stato socialista, esteticamente era un notevole esempio di architettura moderna dell’epoca con le facciate coperte da parti di alluminio.

Ovviamente si è pensato bene di eliminare una tale testimonianza architettonica e storica. Dal 1998 si chiama Galeria Kaufhof e del vecchio edificio nemmeno più l’ombra. Comunque una visita al reparto alimentare con le tante specialità gastronomiche vale la pena, non deve sempre essere KaDeWe!

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Hotel Park Inn è stato costruito all’inizio degli anni ’70 insieme al Centrum-Warenhaus ed erano uniti da un passaggio sopraelevato, così gli ospiti potevano andare direttamente nel centro commerciale senza passare per la strada.

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Berlino capitale della DDR era la vetrina del socialismo e si presentava ai suoi ospiti anche con il super hotel, oltre al passaggio che porta al centro commerciale. I servizi offerti all’interno erano innumerevoli, ad esempio c’era un ufficio postale, un’agenzia di viaggi, un Intershop (negozi creati apposta per i visitatori dall’Ovest in cui poter acquistare con valuta occidentale), parrucchiere e così via.

In quegli anni questo futuristico hotel non si chiamava Park Inn bensì con il fantasioso nome (tipico gusto socialista) Hotel Stadt Berlin (hotel città di Berlino). Dopo la caduta del Muro l’hotel cambio‘ più volte nome e gestore fino ad arrivare ad oggi con il nome in Hotel Park Inn (non che la caduta del Muro abbia portato ad un’esplosione di fantasia…) e di tutti i servizi una volta offerti non è rimasto più niente a parte quello che forse mette d’accordo tutti: il casinò.

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COSA VEDERE AD ALEXANDERPLATZ

Brunnen der Völkerfreundschaft: la „fontana dell’amicizia dei popoli“ (altro nome e tema tipici dell’era socialista), anche questa opera è stata costruita nello stesso periodo della Galeria Kaufhof e dell’Hotel Park Inn. Il progetto era di un collettivo di artisti guidati da Walter Womacka. La fontana è sotto protezione del patrimonio culturale.

Weltzeituhr: non lontano dalla Brunnen der Völkerfreundschaft si trova quello che all’epoca della DDR era il punto di ritrovo più famoso, e lo è anche oggi. Costruito da Eric John, l’orologio mostra l’orario di 148 capitali e sopra c’è una rappresentazione del sistema solare.

Haus des Berliner Verlag: era la sede del Berliner Verlag (casa editrice Berlino) che pubblicava molte riviste e quotidiani della DDR, ad esempio Berliner Zeitung e BZ am Abend. Oggi è di proprietà della casa editrice Gruner und Jahr Verlag.

Haus der Elektroindustrie: è stata costruita fra il 1967 e il 1969 ed era la sede degli uffici del Ministero dell’industria elettronica e dell’elettrotecnica, mentre al pian terreno si vendevano elettrodomestici. Dal 1998 l’edificio è di proprietà di una immobiliare che si è occupata anche del risanamento.

Haus des Reisens: la „casa del viaggio“ è un palazzo di 17 piani in cui fino al 1990 risiedeva la società aerea Interflug e l’agenzia di viaggi statale della DDR. Sul lato dell’edificio che dà sulla strada Otto-Braun-Strasse, si trova un bassorilievo in rame „Der Mensch überwindet Zeit und Raum“ („L’uomo supera il tempo e lo spazio“) di  Walter Womacka.

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Haus del Lehrers: la costruzione di questo edificio di 12 piani nel 1964 diede il via ufficiale al progetto della nuova Alexanderplatz.

Fino al 1990 Haus des Lehrers è stato un importante centro per la cultura e la formazione; famoso è il mosaico „Unser Leben“ di Walter Womcka sulla facciata, una bellissima opera che rappresenta come il sistema socialista immaginava la vita dei giovani: ci sono scene che mostrano la formazione scolastica, poi la vita familiare e l’amicizia.

Un particolare che a me ha sempre colpito (positivamente, ovvio) è che nella scena che mostra l’insegnamento della scienza, fra gli studenti, c’è anche una ragazza e questo era anche un tema importante: le donne nella DDR avevano parità di diritto con gli uomini nell’accesso allo studio ed al lavoro (cosa tra l’altro presente anche nella Costituzione).

Nel 1957 sono già il 65% delle donne che lavorano o che studiano, negli anni ’60 oltre il 70%. Le percentuali dei paesi occidentali non vale nemmeno la pena riportarle, sappiamo quale era la situazione.

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Curiosità: lo sport nazionale del berlinese, ad Est come ad Ovest, era ed è anche oggi lo sfottò! Soprannomi sono stati trovati per ogni opera, edificio, monumento ed anche questo mosaico non è stato risparmiato e quindi rinominato „Bauchbinde“, titoli in sovrimpressione, perché ha la forma lunga e stretta e sembrano appunto i titoli in sovrimpressione che scorrono sullo schermo televisivo.

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Kongresshalle: fa parte del Haus des Lehrers (entrambi costruiti da Hermann Hanselmann), anche questo edificio ha un interessante concept. Dentro questa costruzione quadrata con una cupola sul tetto si trova una sala circolare circondata da pareti in vetro, l’idea era che dopo un concerto seduti al chiuso si poteva poi stare comodi in questa sala  e avere una vista completa su tutta Alexanderplatz.

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FERNSEHTURM, LA TORRE DELLE TELEVISIONE

Fernsehturm, uno dei simboli dell’architettura socialista e tutt’ora il simbolo più famoso di Berlino. Chi non conosce la torre della televisione che fa capolino ovunque tu ti trovi a Berlino? Una delle poche sicurezze che ci sono nella vita!

E poi con la sfera in cui si trova il famoso Telecafè, che ricorda tanto una sfera da discoteca gigante, non può che restare simpatica e nel cuore di tutti. Con i suoi 368 mt di altezza è tra le costruzioni più alte del mondo, costruita fra il 1965 e il 1969, alta sì ma non doveva essere più alta della Torre di Ostankino a Mosca (ovviamente!).

Salire sulla Fernsehturm è sicuramente un’esperienza, se si è armati di pazienza e attendere nella lunga fila che si forma puntualmente tutti i giorni all’entrata.

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Rathauspassagen, si trovano fra il Rotes Rathaus (il municipio di Berlino) e Alexanderplatz. Si tratta di edifici in cui ci sono sia abitazioni residenziali sia attività commerciali.

L’idea era quella di trasformare la zona pedonale intorno alla Fersehturm in una grande area per lo shopping con negozi e stands all’aperto. Dopo la caduta del Muro i Rathauspassagen sono stati risanati e, per fortuna, si trovano sotto tutela del patrimonio culturale. L’aver messo tanti edifici e monumenti sotto tutela del patrimonio culturale prima della caduta del Muro ha salvaguardato diversi edifici da una possibile fine immotivata, se non a fini politici come purtroppo è accaduto per tante altre opere architettonico del periodo DDR.

Altre divertenti curiosita‘: „Berliner Schnauze e i soprannomi“

17 Gedanken zu “Alexanderplatz, auf wiedersehen!

  1. Spero che il masterplan di Kollhoff del ’93 si sviluppi il più presto possibile con le sue numerose torri. Alex sta vivendo un periodo di rinascita urbana, se messa a confronto con quella che era solo dieci anni fa non ci si crede che sia lei, ma ancora c’è molto da fare, sopratutto nella cura della cosa pubblica, troppo spesso lasciata a vandali e sporconi che non meriterrebero di metterci piede.

    Io vivo vicino, e stavo proprio cercando un nuovo appartamento nel Rathaus Passagen, dentro sono bellissimi Plattenbau P2 ristrutturati da pochi anni…pensa che questi appartamenti nella DDR erano considerati di prestigio, e solo a pochi (professori, artisti, scienziati) veniva concesso il lusso di vivere lì (alla faccia dell’eguaglianza sociale)…infatti Rathausstrasse era anche conosciuta come „Strasse Nummer 1“.

    • Ha un problema non indifferente però, intanto bisogna considerare che è composto da 3 blocchi, due dei quali che affacciano su grunerstrasse…che fin quando non inizieranno i lavori sarà solo una strada bruttissima enorme. Quindi rimane solo un blocco di appartamenti che si affaccia sulla Rathausstrasse, se si sceglie un appartamento P2 con due o più camere ok perché ha le finestre su entrambi i lati, ma se si prende un 1 Zimmer Wohnung bisogna contare che questo avrà solo una lista di finestre rivolte verso Nord Ovest=inverno senza sole

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